sabato 12 febbraio 2011

Mele farcite al forno

Disgraziatamente chi ha a che fare con un foodblog, ed ha comunque già in sè un'indole piuttosto godereccia, prima o poi (per i più fortunati, per i comuni mortali periodicamente!) deve fare i conti con le conseguenze di qualche eccesso. Ha quindi preso il via da qualche giorno un nuovo periodo di austerity alimentare. Tuttavia ogni tanto si sente la necessità di una piccola gratificazione dolce e si deve cercare di dare un colpo al cerchio e uno alla botte per risolvere la questione limitando al minimo i danni!
In questo caso si può ricorrere ad un dolcino moderatamente sobrio come delle mele al forno. Se vi sentite moooolto pii potete anche evitare di farcire le mele: tutto sommato una mela intera spolverizzata di pochissimo zucchero, spruzzata con un qualche liquore e infilata in forno non è affatto male.
Ma in questo caso invece:
Mele farcite al forno

4 mele fuji
4 prugne secche
2 fichi secchi
8 gherigli di noce
1 spruzzata di maraschino
1 cucc. di zucchero di canna

Lavate le mele ed eliminatene il torsolo. Tritate fichi, prugne denocciolate e gherigli di noce e con questo mix riempite per bene le mele lasciando anche fuoriuscire un po' il ripieno. Mettete le mele su una teglia coperta di carta forno, spolveratele con lo zucchero di canna e bagnate con una spruzzata di maraschino. Infornate a 180° per 40-60 min, controllate la cottura delle mele con uno stecchino, non devono sfarsi.
Uh, non ho nessuna intenzione di rendere questo un dietblog, continuerò a cucinare quel che più mi piace, solo... ne mangerò molto meno.
Detto questo vi ricordo della mobilitazione indetta domani nelle principali città per la rivendicazione della dignità delle donne in questo paese. Mi raccomando, fateci un salto anche voi.

domenica 6 febbraio 2011

Uno stinco di santo?

E' il 6 Febbraio, termine ultimo per partecipare all'iniziativa di Merenda Sinoira e Kemikonti. Come foodblog ci eravamo già mobilitati contro un'uscita infelice del "nostro" Premier (perdonate, ma le virgolette sono d'obbligo!) con quest'altra iniziativa, e sono ancora una volta molto contenta di partecipare e di vedere intorno a me un moltiplicarsi di adesioni.
Come già detto pare incredibile, ma ANCHE questa volta è ancora peggio: è peggio perchè è qualcosa "proprio da lui", è peggio perchè si parla solo di tutte queste donnette e non delle indagini per mafia, concussione, corruzione, evasione, falso in bilancio e chi più ne ha più ne metta che vedono protagonista sempre Berlusconi e di cui si potrebbe parlare. Da qualche parte ho letto che ricorda tanto l'aver preso Al Capone per evasione fiscale... fosse vero!
Insomma siamo stanchi. Sono stanca di sentire i talk politici in cui ormai B. manda principalmente delle macchinette addestrate a ripetere all'infinito una tiritera che conosciamo già, un mantra che cercano di infilarci nella testa a forza, praticamente con un calzascarpe. Disgraziatamente abbiamo visto in questi anni come questo sistema in effetti funzioni a circuire la gente. Mi sa tanto che devo ringraziare la mia buona stella per essere "vaccinata" da tutto questo: io sono della generazione per cui grosso modo B. c'è sempre stato e tutto sommato sono cresciuta con la sua tipologia di televisione e di conseguente morale instillata. Ma forse anche i veti di mia madre in ambito televisivo hanno fatto sì che non diventassi mai un'aspirante arcorina.
Detto questo vi invito caldamente ad aderire firmando per questo appello per la mobilitazione e certamente a partecipare alla manifestazione che si svolgerà il 13 Febbraio in tutte le principali città.
E quindi, tornando a noi, NOI il maiale ce lo mangiamo! D'altra parte che il Signor B. non fosse uno stinco di santo non è una scoperta per nessuno! E allora, la ricetta di oggi è assolutamente in tema!

Stinco di maiale con contorno di patatine (naturalmente!) e cipolline in agrodolce

4 stinchi di maiale
2 gambi di sedano tritati
1 cipolla grande tritata
1 carota grande tritata
3 cucc. di strutto
2 rametti di rosmarino
2 bouquet guarni (alloro, timo, prezzemolo, rosmarino, salvia)
3 bicchieri di vino rosso
1 bicchiere di brodo (se serve)
1 cuc.no di fecola di patate o maizena

1 kg di cipolline piccole (io ho trovato la varietà salsiera)
50 g di burro
50 g di grasso di prosciutto o lardo
2 cucchiaioni di zucchero
1/2 bicchiere di aceto buono
sale, pepe

1 kg di patatine novelle (si sa, c'è a chi piacciono giovani!)
3 cuc. d'olio
sale

Pulite per bene gli stinchi levando i grassetti esterni e le parti fibrose. Lavateli, asciugateli, salateli e pepateli. Ora, io ho usato lo strutto perchè ne avevo un po' buonissimo portato dal Piemonte e soprattutto perchè penso che maiale-chiama-maiale, ma se volete usate serenamente l'olio. Quindi rosolate gli stinchi nel grasso che preferite (io l'ho fatto in due volte per problemi di spazio) aggiungendo anche i rametti di rosmarino. Sfumate con due dei tre bicchieri di vino. Trasferite ora gli stinchi e tutto il liquidino in una teglia da forno in cui avrete messo come base le verdure tritate e i bouquet guarni e infornate a 200° per 1h-1h e 15 bagnando di tanto in tanto con il fondo di cottura. Se si dovesse asciugare diluite il fondo con un po' di brodo caldo e portate a cottura.
Mentre gli stinchi cuociono preparate i contorni. Per le cipolline: sbucciate le cipolline, non vi fate intimidire da questa operazione: riesce molto più rapidamente se le si lascia a mollo in acqua fredda per una mezz'oretta prima! Mettete in una padella larga il burro e il trito di grasso di prosciutto, una volta caldi unite lo zucchero, aspettate che si sciolga e sfumate con l'aceto. A questo punto unite le cipolline ben scolate e cuocete coperto una mezz'oretta, finchè non saranno ben cotte e colorite. Salate e pepate.
Per le patatine molto banalmente lavatele e mettetele in una padella (in cui stiano giuste in un solo strato) che avrete scaldato coprendone il fondo con un sottile strato d'olio, chiudete ermeticamente e cuocete una mezz'oretta (a seconda della dimensione delle patate) scuotendo solo la padella per farle colorire uniformemente. Una volta pronte salatele abbondantemente.
Giunti a cottura gli stinchi metteteli da parte al caldo , aggiungete al fondo di cottura il vino rimasto e lasciate ridurre sul fuoco aiutandovi aggiungendo un cucchiaino di maizena o fecola di patate sciolta prima in acqua fredda. Servite gli stinchi caldi con il loro sughetto, le patatine e le cipolline.
Uh, questa è stata l'occasione per stappare e bere finalmente la bottiglia di Carema portata dal Piemonte.

Se vi dovesse avanzare il sugo, a me è venuto piuttosto abbondante, l'indomani usatelo come condimento della pasta!


lunedì 31 gennaio 2011

Zuppetta dei rimorsi

Ieri con un gruppo di amici abbiamo fatto un peccaminosissimo pranzo a base Fondue Bourguignonne! In 7 ci siamo fatti fuori 2.8 kg di carne, un cestone di cruditè e una dozzina di salsine diverse!
Oggi urge correre ai ripari che quì si sprecano i sensi di colpa per le calorie ingurgitate e per un pranzo tutto sommato molto poco eco friendly!
E così cerco di recuperare punti con questa zuppettina moooolto light e assolutamente di recupero!


Zuppetta dei rimorsi

il ciuffo di 1 mazzetto di carote
il ciuffo di 1 mazzetto di ravanelli
il gambo di un cavolfiore
1 cipolla piccola
1 goccio d'olio
2 tazze di brodo
sale

Tritate la cipolla e mettetela a rosolare in un goccio d'olio. Tritate i ciuffi delle carote e dei ravanelli e il gambo del cavolfiore (in pratica la parte centrale che resta dopo aver staccato tutte le rosette), unite alla cipolla, insaporite un paio di minuti e coprite con il brodo bollente. Cuocete a fiamma medio bassa per una mezz'oretta. Frullate con il minipimer e regolate di sale.
E' buonissima, calda calda rimette in pace con il mondo ed in più azzera i rifiuti! Che si può volere di più!

lunedì 24 gennaio 2011

Okra fritta con Hummus al mandarino

Ogni tanto il tempo sfugge di mano. Ti rendi conto che stai mettendo da parte qualcosa a cui tieni, ma una volta rimandi, una volta non ce la fai e finisce che passano le settimane. Poi man mano che passa il tempo è più difficile riprendere perchè non sai bene come ricominciare e come giustificare il tempo passato. Ma è ora di ricominciare e così, tanto per togliermi le castagne dal fuoco diciamo che mi sono presa un paio di mesi sabbatici.
E poi cosa ti può ispirare di più di un bel giro a Piazza Vittorio! Adoro quel mercato e se poi capita di farci un giro con qualcuno con cui ti trovi molto bene e a cui non era ancora mai capitato di andarci è ancora meglio!
Gli acquisti sono stati tanti e ancora di più le cose a malincuore lasciate sui banchi, ma finalmente sono riuscita a togliermi uno sfizio: erano almeno un paio d'anni che giravo attorno all'okra, ma non avevo ancora mai avuto il coraggio.
A bloccarmi è sempre stata quella sua mucillaggine che fuoriesce al taglio e contribuisce all'ispessimento di salse e sughi. Non so com'è ma pensavo fosse difficile da gestire, chissà che mi aspettavo; mi sa che mi immaginavo scene apocalittiche con invasioni di roba appiccicosa. E invece niente di drammatico!
Okra fritta con Hummus al mandarino

un paio di manciate di okra
1 bicchiere di farina integrale
1/2 bicchiere di farina di mais bramata
1 cuc.no di paprika dolce
1 cuc.no di berberè ( oppure sostituire la paprica dolce con quella piccante e aggiungere un pochino di peperoncino)
1/2 cuc.no di sale fino
1 bicchiere di latte
Olio per friggere

Per l'hummus:
200 g di ceci lessati
20 g di tahina
1/2 mandarino
sale
paprika

Preparate l'hummus: frullate i ceci con la tahina, il succo del mandarino, sale e paprika. Assaggiate e regolatene il gusto a vostro piacimento.
Miscelate tutti gli ingredienti secchi necessari per la panatura.Tagliate dai frutti di okra i piccioli e bagnateli nel latte. Passatene ora uno a uno nella panatura coprendoli per bene. Friggete in olio caldo a 170° e servite caldo con la salsina di accompagno.

domenica 21 novembre 2010

Cookies

E' ancora un po' presto per le sessioni Natalizie di biscotti, però in effetti qui è qualche giorno che per un motivo o per un altro "scaldo i motori".
L'altro giorno per un'assemblea con i genitori a scuola ho fatto un bel trittico: i sablè visti dallo Spilucchino, gli ormai arcinoti e ottimi Spritz cavolettiani ed infine dei classici Cookies. Ed è questi ultimi che oggi vi voglio proporre. Non voglio mettermi a soppesare la valanga di ricette di cookies che ci sono in giro per la blogosfera, però ho ricevuto varie richieste per la ricetta di questi qui, e quindi aggiungo anche la mia.
Non vi scioccate, non è un errore davvero ci vanno farina e cioccolato in egual peso!! D'altra parte volevamo dei biscotti buoni no?

Cookies (per circa 60 biscotti)
250 g di farina 00
250 g di cioccolato fondente tritato al coltello, non grattuggiato
220 g di zucchero di canna
80 g di burro
1 uovo
1/2 baccello di vaniglia
1/2 cuc.no di bicarbonato
1/2 cuc.no di lievito per dolci
1/2 cuc.no di fior di sale
2 cuc.ni di caffè liofilizzato

Per preparare quest'impasto potete usare indifferentemente le fruste elettriche o direttamente il robot da cucina, basta mantenere l'ordine degli ingredienti. Io ho provato entrambi i metodi e credo di preferire il robot. Dunque frullate burro e zucchero per una trentina di secondi. Unite l'uovo e i semini di vaniglia e frullate ancora, aggiungete farina, lievito e bicarbonato setacciati insieme ed il sale. Da ultimo unite cioccolato tritato e caffè. Punto di forza di questi biscotti è evidentemente il cioccolato, mi raccomando: non, ripeto NON usate per questi biscotti le gocce pronte di cioccolato! Tritandolo al coltello intanto potrete scegliervi un buon cioccolato di qualità, ed in più avrete il vantaggio di avere parte della tavoletta che si sarà quasi polverizzata ma anche tanti bei pezzetoni che rimarranno tali nei vostri biscotti.
Formate delle palline grandi come una noce, schiacciatele con le mani allo spessore di mezzo centimetro o poco più e infornatele a 150° per 20 minuti. Occhio che quando toglierete i biscotti dal forno saranno ancora molto morbidi, usate una paletta. Raffreddandosi poi prenderanno consistenza.